Vista Cupola Arcella Apertura
Protists & protozoa

Vista Cupola Arcella Apertura

Sospeso nella penombra acquatica, lo sguardo risale verso quella volta ambrata che domina l'intero cielo visibile: la cupola di *Arcella vulgaris*, un igloo chitinoso largo quasi duecento micrometri, la cui parete semitrasparente si illumina di un oro caldo e profondo là dove la luce trasmessa filtra attraverso le regioni più sottili, sfumando verso un ambra bruna al bordo equatoriale più spesso. Al centro preciso della cupola, incorniciata da un labbro scuro di materiale chitinoso, l'apertura si apre verso il basso come un portale circolare, un tunnel dal quale quattro lobopodi ialini scendono lentamente nell'acqua — cilindri di ectoplasma perfettamente trasparenti, quasi di vetro, che captano la luce trasmessa in un biancore freddo e lunare contro il calore dell'ambra sovrastante, estendendosi con la lenta viscosità propria di un fluido in cui l'inerzia non esiste e ogni movimento costa fatica molecolare. La chitina che forma questo guscio organico — sintetizzata dall'organismo stesso e agglutinata in una struttura autoportante — è percorsa a scala micrometrica da una finissima granulosità come lacca antica, mentre attorno a noi l'acqua non è vuota ma brulicante di frammenti vegetali in decomposizione e batteri che derivano in gruppi, tutto immerso in quella qualità di luce diffusa e calda che trasforma la scena in qualcosa di simile a una cattedrale di resina illuminata dall'interno.

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