Paesaggio Lunare SEM, Matrice di Pori
Foraminifera

Paesaggio Lunare SEM, Matrice di Pori

Ci si trova in piedi su una pianura dorata che si estende fino a ogni orizzonte senza curvatura, la sua superficie irradiata dall'interno dal caratteristico bagliore ambrato del rivestimento metallico da sputter-coating, un mondo di chiaroscuro assoluto dove ogni cresta cattura un lampo dorato e sprofonda immediatamente nell'ombra nera. Il suolo è articolato in un'straordinaria rete cancellata di sottili rilievi anastomosati, simile al letto essiccato di un antico mare interno, mentre davanti a noi — e intorno a noi in ogni direzione — si aprono crateri di pori perfettamente circolari del diametro di circa tre micrometri, disposti in un reticolo esagonale quasi perfetto: ciascuno con un bordo leggermente rilevato che cattura la luce al culmine della sua curva prima di precipitare verso un'oscurità assoluta, come bocche di pozzi che attraversano l'intera parete calcarea del test foraminifero verso la camera vuota sottostante. Questa architettura non è decorativa ma funzionale: i pori consentono il passaggio dei reticolopodi, le sottili estensioni citoplasmatiche ramificate con cui l'organismo cattura prede, costruisce nuove camere di calcite e percepisce il mondo chimico dell'acqua marina che lo circonda. A sinistra, una base di spina si erge come un'isola vulcanica tronca, la sua sezione fratturata che rivela gli anelli di crescita concentrici del calcite — strati minerali depositati uno per uno durante la vita di questa singola cellula eucariotica, oggi conservati nella geometria impeccabile e nell'infinita profondità di campo del vuoto della microscopia elettronica.

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