Dilatazione Faringea del Gastrotrico
Gastrotrichs & meiofauna

Dilatazione Faringea del Gastrotrico

Ci si trova sospesi a pochi micron dal volto anteriore di un gastrotrico vivente, immersi in un vuoto luminoso bianco-azzurro nel quale la luce trasmessa attraversa il corpo dell'animale come sole filtrato da vetro smerigliato, trasformandolo in una lanterna di ambra e giada pallida. Il faringe triradiale occupa l'intero campo visivo: tre settori muscolari color madreperla bagnata, dilatati al massimo della loro apertura per formare una cavità triangolare di circa quindici micron, al centro della quale una frustula di diatomea Navicula — dorata, calda come miele — è già per metà inghiottita, la sua architettura in silice con raphe e strie ancora leggibili come minuscole costolature lungo lo scafo a forma di barca, l'altro polo che ancora cattura la luce abbagliando come un lingotto trascinato in una fornace. Attorno alla bocca, venti ciglia buccali si proiettano verso l'esterno come i raggi di una ruota bloccata a metà rotazione, le loro punte ialine trattenendo goccioline d'acqua interstiziale che rifrangono la luce in bagliori spettrali di violetto e azzurro ghiaccio. Ritraendosi verso la superficie dorsale, la cuticola si dispiega come un tetto di tegole sovrapposte — scaglie romboidali, ciascuna con una carena longitudinale centrale i cui bordi sottilissimi producono interferenza a film sottile in toni di argento freddo e cobalto diluito, la stessa iridescenza strutturale delle membrane alari degli insetti ma compressa in geometrie di pochi micrometri, mentre nel fondo ambrato della cavità corporea organelli scuri e la massa granulare dell'intestino premono dall'interno contro la parete traslucida, stampandovi nubi topografiche di ombre.

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