Architettura Nanopori SEM Immersiva
Diatoms

Architettura Nanopori SEM Immersiva

Sospesi appena al di sopra della superficie inclinata di una valva di *Coscinodiscus wailesii*, ci troviamo di fronte a una pianura di vetro amorfo color platino che si estende fino a ogni orizzonte, tessellata da migliaia di pozzi esagonali — ciascuno largo quattrocento nanometri e profondo duecento — i cui fondali recano un reticolo di velum sottile come un rosone ridotto all'invisibilità, visibile solo perché la luce radente dell'illuminazione elettronica trasforma ogni cresta in un bagliore bianco e ogni interno in un nero assoluto. Questa è architettura in silice biogenica amorfa, non cristallina: la stessa sostanza del vetro d'opale, deposta dalla cellula viva in ore precise attraverso vescicole di deposizione della silice, con una perfezione strutturale irraggiungibile da qualsiasi manifattura umana. A intervalli irregolari sulla pianura si ergono i fultoportulae — colonne cave dalle pareti sottilissime che brillano ai bordi, ciascuna affiancata alla base da tre pori satellite come archi oscuri ai piedi di un faro, condotti attraverso cui la cellula secerneva fibrille di chitina verso l'esterno. Al margine della valva, dove la superficie piana curva bruscamente nel mantello, le rimoportulae appaiono come fessure allungate tagliate nette nella parete di silice, le loro labbra esterne catturate dalla luce come sottili linee bianche su un precipizio grigio; più in basso, le bande lisce del cingulum si succedono orizzontalmente, quasi luminosamente prive di ornamenti rispetto all'intricato campo areolato sovrastante, ricordando i corsi di pietra di una muraglia che si perde nella profondità.

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