Superficie LPS Sotto Luce Fredda
Bacteria

Superficie LPS Sotto Luce Fredda

Ci si trova sospesi a brevissima distanza da una pianura vivente che si estende fino a un orizzonte lievemente curvato, come la superficie di un pianeta minuscolo e caldo: quello che si vede è lo strato più esterno di una cellula batterica gram-negativa, la membrana esterna rivestita di lipopolisaccaridi le cui lunghe catene oligosaccaridiche oscillano verticalmente nel mezzo viscoso come alghe in un mare senza vento, tingendo il paesaggio di turchese profondo e oro antico. Ogni venti nanometri circa, trimeri di porine a barile beta erompono dalla pianura come torri di ossidiana levigata, i loro canali interni oscuri che scendono come pozzi verticali attraverso il doppio strato lipidico verso il mondo periplasmico sottostante, mentre tra di esse le placche cristalline di Lipide A formano mosaici iridescenti che variano dal cobalto all'acquamarina secondo l'angolo della luce fredda diffusa che filtra dal basso attraverso la membrana stessa. All'estrema sinistra, il corpo basale di un flagello s'innalza dall'orizzonte come una torre di perforazione industriale, i suoi anelli proteici sovrapposti con precisione chirurgica, il gancio nascente che si incurva verso l'alto e scompare nella foschia ionica del mezzo acquoso. L'intera scena è immersa in una luminosità glaciale e diffusa, quella luce bioluminescente che trasuda verso l'alto attraverso lo strato lipidico translucido e ammorbidisce ogni ombra, donando a questo paesaggio molecolare la quiete luminosa di una baia artica fotografata all'alba.

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